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Storia del Fassamano

Dedicato a chi non legge bene da vicino, ma sa guardare lontano

PRIMA DEL 1200
Gli antichi definiscono la vista “il più meraviglioso dei cinque sensi” e dedicano studi e trattati sull’occhio e la visione. Si conoscono mezzi di ingrandimento come sfere di vetro riempite d’acqua attraverso le quali osservare gli oggetti ingranditi. I Romani, che conoscono i meccanismi dell’ingrandimento, pur producendo il vetro non arrivano alla produzione di lenti per aiutare la vista.

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1200
A Venezia è nota la proprietà del cristallo di rocca che lavorato in forme fortemente convesse aiuta la vista nella lettura e queste “lapides ad legendum” cioè “pietre da leggere” sono documentate nel Capitolare che disciplina la corporazione dei “cristallèri”: erano utilizzate come lenti d’ingrandimento, facenti cioè corpo con l’oggetto. Inoltre questi artigiani realizzano anche dischetti cristallini detti “roidi da boticelis”, utilizzati per chiudere i barattoli che contenevano unguenti preziosi; lo studioso Luigi Zecchin ipotizza che avvicinando agli occhi uno di questi dischetti si sia individuata la straordinaria capacità di rendere più distintamente visibili gli oggetti: comunque sia, nel 1284 i “roidi da ogli”, “lenti rotonde per gli occhi“, sono presenti nella lista degli articoli di ordinaria produzione. E’ in questa fase ed in questo luogo che si pone l’invenzione degli occhiali quando cioè le lenti saranno opportunamente montate e poste davanti agli occhi: la storia della lavorazione delle lenti diventa storia degli occhiali.

1300
Nel 1301 i Giustizieri Vecchi, sovrintendenti alle Arti veneziane, concedono il permesso a qualsiasi artigiano di fare “Vitreos ad oculis ad legendum” purchè si vendessero come vetro e non come cristallo, così da impedire ogni forma di frode. Si trova la ricetta per una pasta vetrosa trasparente ed incolore realizzando lenti con costi contenuti ed il commercio degli occhiali esce dai confini lagunari. Considerando questi documenti è facile rilevare come nel 1300 l’arte di fare occhiali non fosse alle prime armi. I primi occhiali sono costruiti con lenti rotonde biconvesse, per migliorare la vista ai presbiti. Sono costituiti di due lenti montate ciascuna in cerchi di metallo o in cuoio battuto, unite e articolate insieme alle estremità dei relativi manici con un perno; sono posti davanti agli occhi con la mano allo scopo di aiutare la lettura e non vi è ancora modo di portarli con continuità. CURIOSITÀ CURIOSITÀ

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1400
Con l’invenzione della stampa e l’incremento esponenziale della produzione editoria che ne segue la diffusione degli occhiali riceve un grande impulso. Continua è la ricerca per una migliore stabilità degli occhiali sul naso in modo da poter svolgere attività dove l’impegno delle mani è necessario: amanuensi, copisti, incisori e orafi. Nella seconda metà del secolo XV compaiono gli occhiali per vedere lontano confezionati con lenti biconcave.

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1500
I materiali utilizzati per fabbricare le montature sono il fanone di balena, il corno, la tartaruga ed il cuoio: la struttura è ad arco e il ponte flessibile fa presa sul naso. Si prova anche il ponte metallico a molla di torsione, che stringe i cerchi delle lenti ai lati del naso, l’uso ne era però molesto ed instabile: il tentativo prelude al più tardivo stringinaso ottocentesco. Nel Cinquecento, il commercio degli occhiali si espande in tutta Europa a tal punto da richiedere la regolamentazione delle corporazioni. CURIOSITÀ CURIOSITÀ

1600
A seguito degli sviluppi nella lavorazione della trafilatura si utilizzano sempre più montature metalliche, soprattutto in rame, che con l’opportuna sagomatura del ponte possono reggersi da sole sul naso. La semplicità di questa lavorazione e il conseguente basso prezzo, crea i presupposti per la produzione in serie e quindi una maggiore diffusione sul mercato. Si prosegue anche nella ricerca di accorgimenti per fissarli stabilmente davanti agli occhi: uno era quello di attaccare le lenti ad un nastro di sostegno che cerchiava la fronte, un altro le univa ad un’asola volante da passare sopra le orecchie, un altro ancora ad un asta verticale curva da sistemare sotto (al berretto o) al copricapo. La necessità di indossare gli occhiali continuativamente è sostenuta dagli studi di oftalmologia propri del seicento e il primo studioso che distingue ed ordina le lenti a seconda della loro forza correttiva è il portoghese Deça de Valdes: nel 1623 compila uno schema di graduazione scientifica delle lenti che si avvicina a quella dei pollici, oggi sostituita dalle diottrie. La sua opera “Uso de los antojos para todo genero de vistas” precorre i tempi e stabilisce quanto troverà conferma quasi tre secoli dopo dai grandi maestri dell’oftalmologia.

1700
L’ottico inglese Edward Scarlett, è il primo a perfezionare tra il 1727 ed il 1730 gli “occhiali da tempia”: sono dotati di stanghette rigide terminanti con ampi anelli che premono sulle tempie. È propria del Settecento un’altra importante innovazione: le lenti bifocali. Questi occhiali sono detti doppi perché effettivamente ogni lente è divisa in due parti: sopra per miopia e sotto per presbiopia. Il Settecento è anche l’epoca dell’occhialino, del fassamano e del monocolo: sono questi autentici capolavori dell’oreficeria, in oro, argento ed altri materiali pregiati, ornati spesso con pietre preziose; si diversificano nelle fogge e acquisiscono sempre più una valenza di distinzione sociale. L’ occhialino, diviene accessorio importante dell’abbigliamento della borghesia, e viene indicato con il termine francese “lorgnon” ed anche “lorgnette”, a secondo della foggia, e “face à main”, ad imitare il gusto raffinato alla Corte di Francia.

1800
Per tutto il XIX secolo l’occhiale più diffuso è lo stringinaso “pince-nez” messo a punto intorno al 1830 con lenti a forma ovale, privo di astine, la cui stabilità sul naso dipende interamente da un supporto a molla sul ponte. Nello stesso periodo le montature diventano più esili con stanghette di metallo sempre più sottili che vanno ad avvolgere il padiglione auricolare. Queste montature chiamate “Fili” sono notevolmente più leggere. Nel 1873 lo statunitense John Wesley Hyatt, brevetta la scoperta della celluloide e pochi anni dopo Spencer la utilizza per fare montature per occhiali. La celluloide, la galatite e bakelite sostituiscono i materiali tradizionali e all’inizio del novecento la produzione si sviluppa velocemente perchè questi materiali permettono di realizzare forme fino allora impensabili.

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